Recensione Garmin Lily, finalmente uno smartwatch compatto e glam – HDblog

Protagonista della recensione di oggi è il Lily, smartwatch dalla linea elegante lanciato recentemente da Garmin. Più incentrato sul benessere che sullo sport in senso stretto, è un dispositivo particolare: da spento sembra quasi un normale orologio, ed è di dimensioni contenute, pensato per polsi sottili.

Dunque, almeno a giudicare dalle premesse, un prodotto interessante che scinde il fatto di essere smart da un’estetica troppo tecnica o sportiva, motivo per cui ero molto curiosa di metterlo alla prova. L’ho usato per un po’ e devo dire che, al netto dell’assenza del GPS integrato, l’esperienza è stata tutto sommato soddisfacente. Ecco qua com’è andata.

DESIGN: SMART MA ELEGANTE

La prima cosa che salta all’occhio è l’aspetto: curato, compatto, l’ho trovato esteticamente molto piacevole. Lo schermo touch monocromatico scompare quando non lo si utilizza, lasciando il posto alla trama del quadrante, che è diversa per ogni variante di colore.

È molto leggero – si parla di soli 24 grammi – tanto che dopo un po’ ci si dimentica di indossarlo, il che torna utile anche per monitorare il sonno notturno. Nella versione Sport che ho provato la cassa è in alluminio e il cinturino da 14 mm, molto morbido, è in silicone e si allaccia come un normale orologio. C’è anche una versione Classic con cassa in acciaio e cinturino in pelle; date le dimensioni non standard, se si vuole cambiare cinturino si deve probabilmente rimanere tra le proposte della casa.

Per svegliarlo basta un tap o una rotazione del polso, ed ecco rivelarsi la sua anima smart: il display TFT LCD da 240×210 pixel è incastonato in una cassa da 34,5 mm, tra le più piccole sul mercato e, come anticipato, è monocromatico. Una caratteristica, quest’ultima, insolita nel panorama odierno degli indossabili, e che tuttavia data la natura del prodotto con sfondo “fisso” non mi è particolarmente dispiaciuta, anzi.

Il touch è abbastanza reattivo, soprattutto dopo aver impostato la sensibilità preferita tramite le impostazioni (io ho scelto la massima, ottenendo dei risultati soddisfacenti), mentre il risveglio con doppio tap o rotazione del polso funziona la maggior parte delle volte ma non è infallibile. La luminosità è automatica – ottima cosa – e la resa è buona, dato che il display è visibile in tutte le condizioni di luce.

Nella parte bassa del display è presente anche un pulsante aptico, molto comodo per la navigazione del menù, mentre per quanto riguarda le watchface è possibile scegliere tra una decina di quadranti d’orologio analogici o digitali; io ho preferito questi ultimi, soprattutto perché le lancette dei primi mi sembravano un po’ troppo classiche e poco visibili.

MENÙ E FUNZIONE EMERGENZA

Passando alla navigazione dei menù interni, scorrendo in orizzontale verso destra o sinistra si accede a una serie di schermate principali riepilogative che è possibile scegliere dall’app Garmin; io ad esempio ho scelto di vedere notifiche, contapassi, frequenza cardiaca, meteo, idratazione, riproduzione musicale.

Scorrendo dal bordo superiore verso il basso invece scende un’utile tendina con alcune funzioni rapide (anche queste personalizzabili) che comprendono notifiche, livello di carica, trova telefono, sveglie (il cui orario però si può impostare solo dall’app), modalità non disturbare e una cosa che ho particolarmente apprezzato, ovvero l’allarme assistenza. Si tratta di una funzione che vi permette, con un tap, di inviare la vostra posizione via SMS a un contatto di emergenza che avrete designato; se la situazione rientra, vi basterà pigiare una seconda volta per inviare un secondo SMS dove si dice che state bene.

Non solo: al di là della modalità emergenza, con la funzione Live Track è anche possibile condividere il percorso del vostro allenamento in tempo reale con il contatto predefinito, che in questo caso riceverà una mail con un link alla vostra posizione. Unico neo, Lily non ha il GPS integrato, motivo per cui sarà necessario portare con sé lo smartphone per accedere a queste possibilità.

SPORT, PARAMETRI E FUNZIONALITÀ

Per quanto riguarda le funzioni abbiamo le classiche: monitoraggio della respirazione, Pulse Ox, livello di stress, idratazione con possibilità di impostare memo per ricordarsi di bere, monitoraggio del sonno, del battito cardiaco continuo, del livello energetico, del ciclo e VO2max (massima potenza aerobica).

Il Lily si è rivelato molto veloce nel rilevare il battito e un po’ più lento con ossigenazione sangue, ma si conferma l’ottima qualità e affidabilità Garmin nella misura dei parametri, che ho confrontato anche con un pulsossimetro; date le caratteristiche del display, non è possibile visualizzare i grafici direttamente sull’indossabile. Mancano funzionalità accessorie ma a volte utili come l’NFC, l’otturatore e la torcia. Molto bene la vibrazione, personalizzabile su tre livelli.

Passando allo sport, si può dire che il Lily non nasce come sportwatch, differenziandosi in questo dai classici dispositivi Garmin. Quindi le funzioni sportive sono piuttosto basiche: vengono rilevati i passi (in maniera accurata), le calorie bruciate e la distanza percorsa, mentre il monitoraggio degli sport comprende una rosa di classici come camminata, corsa, cardio, pesi, yoga, piscina, ciclismo, tapis roulant, step, pilates ed ellittica.

Per ognuno di questi allenamenti ci sono personalizzazioni minime, come la lunghezza della vasca per il nuoto e la possibilità di impostare obiettivi e alert. Per alcuni sport, come la camminata e la corsa, c’è anche una efficace rilevazione automatica impostabile da app. Unico neo, durante gli allenamenti non si può tornare alla home senza interromperli, ma solo visualizzare alcune pagine riepilogative con l’orario e la riproduzione musicale.

APP E NOTIFICHE

Per chi non la conoscesse già, l’app è l’ottima e rodata Garmin Connect, che comprende un’ampia serie di funzionalità, informazioni e statistiche sui parametri e sulle prestazioni. Io l’ho provata su un Pixel 4a, dunque con una versione stock di Android, ma è compatibile anche con iOS.

Altro punto dirimente, almeno per quanto mi riguarda, è la gestione delle notifiche, che in questo caso risultano ben leggibili sul display e supportano anche le emoticon; non avendo microfono né altoparlanti il Lily non permette di rispondere alle chiamate o mandare messaggi vocali, però è possibile rispondere a notifiche e telefonate con dei messaggi preimpostati.

La sincronizzazione con lo smartphone è ottima, e a doppio senso: quindi, se si cancella una notifica dallo smartwatch questa scomparirà anche dallo smartphone. Le notifiche però vanno eliminate una per una.

AUTONOMIA, PREZZO E CONCLUSIONI

Infine, il capitolo autonomia: la batteria promette di reggere 4 giorni, ma molto dipende da quali funzioni si sceglie di tenere attive, dalla luminosità e dal numero di allenamenti. Personalmente sono arrivata a 4 giorni solo con un utilizzo molto soft e abbastanza parco dal punto di vista energetico, ma con allenamenti più frequenti e tutte le funzioni più energivore attive si arriva massimo a due giorni.

Il caricatore a pinza, comune ad altri indossabili Garmin, è piuttosto curioso e non particolarmente curato dal punto di vista estetico, il che stride con l’aspetto elegante del Lily. Comunque, permette di ricaricarlo da 0% a 100% in un’ora circa.

Il Lily Sport è disponibile in tre colori – bianco, beige e viola – a un prezzo di listino di 199 euro, ma si trova online a circa 180 euro; mentre la versione Classic, disponibile in bronzo, nero o bianco, ha un prezzo di listino di 249 euro.

Cifre non esigue che però potrebbero essere considerate in linea con l’originalità del prodotto: io l’ho trovato molto interessante, e anche se avrei apprezzato la presenza di GPS integrato e NFC, sicuramente va a soddisfare le necessità di una nicchia di utenti che apprezza indossabili smart dall’aspetto decisamente elegante e, soprattutto, pensati per stare a pennello su polsi sottili.

PRO E CONTRO

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