Xiaomi esce dalla lista nera degli Stati Uniti – Wired.it

Passo indietro del dipartimento della Difesa nei confronti della multinazionale cinese degli smartphone dopo il blocco voluto dall’ex presidente Trump

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(Foto: Xiaomi)

La blacklist dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è alle spalle per Xiaomi. Passo indietro di Washington, si va verso un accordo con il dipartimento della Difesa. Le due parti erano ai ferri corti a causa di un bando attivato negli ultimi giorni dall’amministrazione repubblicana, che vietava agli investitori americani di acquistare titoli o azioni finanziarie di qualsiasi azienda classificata come “compagnia militare comunista cinese”. Una lista nera di 31 nomi in cui rientrava anche Xiaomi, che ha sempre respinto ogni addebito, facendo causa al governo statunitense. Entro il 20 maggio le parti presenteranno proposte separate per ricomporre la disputa. La notizia ha dato subito al titolo tech una spinta del 6,71% a Hong Kong.

Già a marzo un tribunale americano si era pronunciato a favore della compagnia, cofondata dal miliardario Lei Jun oltre 10 anni fa, e che annovera Qualcomm tra i primi investitori. Il giudice aveva imposto allora un alt temporaneo al bando di Trump, con un’ingiunzione per evitare un “danno irreparabile” alla multinazionale. Ora il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha convenuto sull’opportunità di annullare “senza bisogno di ulteriori dispute” la contestata classificazione attribuita a Xiaomi, che invece secondo l’ex presidente Donald Trump rappresentava un veicolo di drenaggio di capitali dagli Stati Uniti, come altri, per consentire allo stato cinese di sviluppare sofisticate tecnologie militari, di intelligence e security.

Attiva nella produzione di elettronica di consumo, Xiaomi è la terza compagnia al mondo per quantità di smartphone venduti, con il 13,7% di quota di mercato nel primo trimestre 2021. Nei primi tre mesi dell’anno ha raggiunto, tra l’altro, il record di 48,5 milioni di unità consegnate. Xiaomi ha trovato un mercato florido soprattutto in Cina, India, Spagna, Italia, Russia e Indonesia, toccando la quota più alta di sempre in Europa grazie al lancio del modello Mi11. Nel corso dell’ultima giornata il titolo è scambiato intorno ai 25 dollari di Hong Kong, circa 2,65 euro.

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