Recensione Xiaomi Mi 11 Ultra: una super camera, ma per pochi – Wired Italia

Lo smartphone più costoso del colosso cinese è un vero top di gamma, ma perde la virtù del dispositivo bello e accessibile

Una prova di muscoli forse non del tutto necessaria visto che è ormai evidente che Xiaomi progetti e realizza ottimi smartphone. Il Mi 11 Ultra però vuole essere un oggetto “esagerato” e tutto è stato pensato per renderlo tale. Il look è già un chiaro segnale di pretesa, ha l’intento di far percepire il dispositivo come un dispositivo possente, robusto, completo. Il reparto di imaging è tangibilmente messo in risalto con un rettangolo sporgente che prende quasi l’intera larghezza del telefono. Una novità estetica che polarizza il giudizio, con estimatori e critici.

In effetti è un bel “padellellone” che, se da una parte non infastidisce più di tanto e dona simmetricità geometrica, dall’altra incide inevitabilmente sul peso e sullo spessore. I ben 234 grammi del Mi 11 Ultra non passano certo inosservati e tutto si può dire tranne che sia un telefono sottile. Lo spessore del corpo del telefono si ferma a un decoroso 8,4 millimetri ma la sporgenza del reparto fotografico ne aggiunge quasi altri 4.

Il formato extra large è confermato anche dalle dimensioni del display con una diagonale di 6,81 pollici che rende questo smartphone uno dei più grandi del mercato, con le stesse generosi dimensioni del Samsung S21 Ultra. La qualità di questo schermo Amoled è assicurata da un contrasto molto elevato, da un refresh rate di 120 Hz e da una luminosità di picco di 1700 nit.

A questi parametri si aggiunge il pieno supporto ai contenuti HDR10+ e Dolby Vision e la possibilità di visualizzare fino a 1 miliardo di colori. Insomma, un display di rango tra i migliori in circolazione. Parlando di schermi una nota va dedicata piccolo ausilio secondario che si trova nella parte posteriore. L’Amoled da 1,1 pollici, eredità del Mi Band 5, è una risorsa per alcune notifiche e informazioni di servizio, ma anche come mirino per i selfi effettuati con le camere principali.

All’atto pratico si tratta di un gadget non essenziale, ma che potrebbe fare tendenza. Come di tendenza in un prossimo futuro potrebbe diventare il super sensore GN2 di Samsung che rappresenta un sicuro benchmark di riferimento per il mercato. Le sue misure sono infatti quasi di 1 pollice (1/1.12”), quindi un asset per consentire alla camera principale da 50 megapixel di scattare ottime immagini.

Così è in pratica ma l’aspettativa lasciava supporre un deciso scatto in avanti rispetto agli altri top di gamma del mercato. La qualità c’è tutta e si percepisce chiaramente nella gamma cromatica impeccabile e nelle foto in notturna, ma da un modulo fotografico così importante era legittimo ipotizzare un gap più sostenuto.

Va detto che solo qualche anno fa sarebbe stato inimmaginabile pensare di poter montare su uno smartphone un’ottica e un sensore del genere, al quale si aggiunge una lente periscopica da 48 megapixel con un valido zoom ottico 5X e una grandangolare sempre da 48 MP. Difficile rimanere scontenti delle prestazioni fotografiche di questo smartphone anche se qualche piccola incertezza la troviamo con la messa a fuoco.

Un sensore così grande ha bisogno di una distanza minima dagli oggetti di non meno di 20 centimetri per essere certi di una messa a fuoco ideale. È bene tenerlo a mente con gli scatti ravvicinati, come conviene ricordare che i tempi di scatto del Mi 11 Ultra non sono fulminei. Bene e senza sbavatura i video, ottimamente stabilizzati in 4K a 60 fps, un po’ meno se si sceglie la ripresa in 8K (anche a 24 fps).

Dal punto di vista delle performance si può tranquillamente affermare che la piattaforma Qualcomm Snapdragon 888 fa egregiamente il proprio mestiere rendendo fluido e reattivo il telefono in tutte le situazioni. Messo sotto pressione scalda un po’, però è un difetto presente su tutti gli altri modelli con lo stesso motore.

Ottima la resa audio, assicurata dai doppi speaker firmati Harman Kardon. Nulla da eccepire sull’autonomia del telefono che con i suoi 5000 mAh può reggere anche impegni gravosi arrivando senza problemi a fine giornata. Con carichi più leggeri si giunge pure a 1 giorno e mezzo. Comunque in caso di necessità c’è sempre la ricarica veloce da 67W anche in modalità wireless che ristorano la batteria in appena 36 minuti.

Il giudizio finale è quello di un prodotto che convince e non delude, un telefono di fascia alta che si porta a casa anche una bella scocca in ceramica e la certificazione IP68. Qualcuno dirà che 1399 euro sono una spesa esagerata, ma ormai non si può più considerare l’azienda cinese un outsider del mercato (è il 2/3 produttore al mondo). La qualità ha un costo, tutto dipende se si è disposti a spendere certe cifre.

Voto: 8,5

Wired: reparto imaging di alto livello, ottima autonomia, display brillante e luminoso

Tired: Peso e dimensioni importanti, messa a fuoco ravvicinata difficoltosa, prezzo elevato

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