24h con Xiaomi Mi 11 Ultra: parola d’ordine “osare” – HDblog

Lo scorso anno lo abbiamo bramato ma non fece mai il debutto sul mercato, sto parlando del Mi 10 Ultra, passato rapidissimamente dalle nostre mani e raccontato in breve, ma nel 2021 la musica sembra esser cambiata per Xiaomi. Tra qualche settimana farà la sua comparsa a listino il Mi 11 Ultra, ciliegina sulla torta cinese che già ad aprile conta infinite “fette”, forte di una line-up che sfido chiunque a ricordare a memoria. 

Poco importa, oggi si parla del Re, pensato un po’ per stupire e un po’ per provare nuove strade come quella del display posteriore. Non è la prima volta che lo vediamo su uno smartphone, ma incuriosisce la sua genesi visto che è stato lo stesso amministratore delegato Lei Jun a raccontare che si tratta del medesimo pannellino già usato sulla Mi Band 5. Dunque un esperimento che ha portato anche all’utilizzo di un gigantesco modulo posteriore dove trovano posto anche tre ottime fotocamere, una delle quali anche periscopica. 

LE PRIME IMPRESSIONI

Di certo è uno smartphone che spiazza, lascia quasi di stucco; il retro è infatti più che caratteristico e dona una forte identità al dispositivo, cosa ormai apprezzabile in questi tempi di “fotocopie”. Pesa tanto, inevitabile conseguenza di tante idee e un retro in ceramica; diciamo che Xiaomi non ha badato troppo alla forma e ha puntato sulla sostanza. 

A parte il peso generoso, con 234 grammi sulla bilancia, c’è anche un corpo da oltre 164 mm di altezza e 74,6 mm di larghezza, tutti numeri che delineano un profilo importante, importantissimo dal punto di vista dimensionale. Si tiene discretamente bene in mano nonostante tutto, ma è chiaro che si tratta di un terminale adatto ad un pubblico esigente. 

Colpisce anche il display AMOLED da ben 6,81 pollici, non tanto per la diagonale quanto per l’elevata luminosità che lo rende ben visibile anche all’esterno, Xiaomi parla addirittura di 1700 nits di picco che suono quasi come un record. Bordi leggermente curvi che lo rendono più “estremo” lateralmente ma, a dire il vero, ciò che poi incuriosisce di più è l’altro display, quella piccola striscia (sempre AMOLED) da 1,1 pollici che apre ad un ventaglio di nuovi scenari. 

IL POTENZIALE

Mi piace l’idea dell’Always-on sul retro, è comodo avere un altro punto dove scorgere eventuali notifiche, orario, chiamate in arrivo e livello di carica; in esterno si vede ma non fa certo miracoli mentre in ambienti interni risulta decisamente più funzionale. Peccato solo che l’interazione sia limitata, non è infatti possibile controllarlo in alcun modo e risponde unicamente al doppio tocco per l’attivazione. 

Rispetto al predecessore troviamo poi un adattatore da 67W che impiega una manciata di decine di minuti per portare la batteria da 0 al 100 percento, Xiaomi ha evidentemente ritenuto ancora non pronto il sistema da ben 120W visto lo scorso anno. Curioso notare che il Mi 11 Ultra è teoricamente in grado di ricaricare a 67W anche in wireless, resta da capire quale sarà l’accessorio capace di tali prestazioni. 

In queste prime ore di utilizzo si è poi dimostrato per quello che sembra, ovvero un mostro di potenza che sfrutta il solito Snapdragonn 888 per scaricare a terra i cavalli e a corredo 12GB di memoria RAM e 256GB di storage su velocissime UFS 3.1. Insomma il meglio del meglio, ben confezionato attorno alla MIUI 12.0.6 (Android 11) e doppio speaker Harman Kardon che rendono rendono anche le fasi di gioco più piacevoli. Non ho ancora avuto moltissimo tempo da dedicare al gaming ma dal poco che ho visto sono rimasto particolarmente soddisfatto. 

SPECIFICHE TECNICHE

 

  • display:
    • anteriore: AMOLED curvo su 4 lati DotDisplay da 6,81″ WQHD+, 20:9, 515ppi, contrasto 5.000.000:1, luminosità picco 1.700 nit, refresh rate 120Hz con AdaptiveSync (30/60/90/120Hz), campionamento tocco 480Hz, TrueColor, JNCD≈0,38, △E≈0,41, Color gamut DCI-P3, 1,07 miliardi di colori, Dolby Vision, HDR10+, sensore luce ambientale 2.0 a 360°, modalità Sunlight 4.0, modalità lettura 3.0, certificazione SGS Eye Care Display, protezione Corning Gorilla Victus
    • posteriore: AMOLED da 1,1″ 126×294, luminosità 450 nit, always-on
  • scocca posteriore: ceramica
  • piattaforma mobile: Qualcomm Snapdragon 888
  • memoria:
    • RAM: 12GB LPDDR5
    • interna: 256GB UFS 3.1
  • sistema di raffreddamento: a tre fasi
  • certificazione: IP68
  • audio: 2x speaker Harman Kardon, certificazione Hi-Res Audio
  • dual SIM: sì, dual 5G standby
  • connettività: 5G, WiFi 6E, Bluetooth 5.2, USB-C, IR, NFC
  • sensore impronte digitali: integrato nel display
  • fotocamere: 
    • anteriore: 20MP, f/2,2, pixel da 0,8um, 1,6um Super Pixel 4-in-1, FOV 78°, FF
    • posteriori: 
      • 50MP principale, sensore Samsung GN2 da 1/1,12″, pixel da 1,4um, 2,8um Super Pixel 4-in-1, f/1,95, FOV 85°, OIS, dToF, Dual Pixel Pro, Dual Native ISO Fusion, sHDR, registrazione 8K, modalità notturna
      • 48MP ultra grandangolare, FOV 128°, f/2,2, pixel da 0,8um, 1,6um Super Pixel 4-in-1, sensore Sony IMX586 da 1/2,0″, PDAF, supporto macro, video 8K, modalità notturna
      • 48MP tele, zoom ottico 5x, ibrido 10x, digitale 120x, sensore da 1/2,0″, pixel da 0,8um, 1,6um Super Pixel 4-in-1, OIS, PDAF, video 8K, modalità notturna
  • batteria: 5.000mAh con ricarica 67W sia cavo che wireless, inversa a 10W
  • dimensioni e peso: 
    • 164,3×74,6×8,38mm
    • 234 grammi
  • colorazioni: Ceramic White, Ceramic Black
  • prezzo (global): 1.199 euro

FOTO E VIDEO

Non è possibile dare giudizi dopo così breve tempo ma è chiaro che il comparto fotografico sia stato particolarmente curato, stiamo parlando di un livello nettamente superiore al Mi 11, modello decisamente più esile e meno appariscente dove sarebbe certo mancato lo spazio per l’implementazione di certi sensori d’immagine. 

Il protagonista è la fotocamera principale, un gigantesco Samsung GN2 da 50MP (1/1,12″) con OIS capace di registrare anche video in 8K. Bello che si possa attivare il pannellino posteriore e “guidare” gli scatti tramite una comoda preview, così da sfruttare questa piuttosto che la frontale. Ecco un paio di esempi: 

Di certo bisognerà metterlo alla prova sul campo e confrontarlo con i migliori, d’altronde questa dovrebbe essere per Xiaomi la punta di diamante del 2021, a meno che non tirino fuori qualche altra sorpresa per la fascia più alta. Difficile che avverrà nel breve, la casa cinese è sempre più impegnata a saturare la fascia media e medio bassa e navigare in questo mare di smartphone risulta sempre più difficile. E poi arriva lui, l’Ultra, che lo si riconosce in mezzo a mille…

Siamo ancora in attesa di conoscere il posizionamento esatto per il nostro mercato, l’unica indicazione emersa al momento resta il prezzo global di 1.199 euro. 

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