Xiaomi: brevettata nuova funzione privacy – sicurezza.net – Sicurezza.net

Xiaomi ha brevettato un nuovo software che potrebbe finalmente mettere al riparo lo smartphone da sguardi troppo curiosi.

L’azienda cinese si dimostra essere molto attenta in tema privacy. Dopo altre novità per tutelare i dati personali, ora brevetta una nuova funzione. La novità potrà proteggere lo schermo degli smartphone da occhi indiscreti, nel caso in cui sia rilevato un volto non registrato.

Tuttavia, sono ancora molti i dubbi riguardanti la nuova funzione. Anche se questi sono giustificati dal fatto che per ora si tratta soltanto di un brevetto. L’innovazione sottolinea, però, come la tecnologia stia evolvendo e come Xiaomi sia attenta a un tema molto attuale: la privacy!

Xiaomi e l’attenzione alla privacy

Il produttore Xiaomi ha preso sul serio la protezione della privacy dei propri utenti. Lo dimostrano gli sforzi svolti per lo sviluppo di MIUI 12 prima e MIUI 12.5 dopo, con numerose funzionalità che mirano a tenere al sicuro i propri dati. Una su tutte il camuffamento del GPS, permettendo di non fornire a tutte le app la posizione esatta bensì un’approssimazione. Ma non soltanto: la MIUI è in grado di cancellare i metadati dalle foto inviate sui social e altro ancora.

Nel frattempo, gli ingegneri Xiaomi stanno pensando a novità ancora più lungimiranti, con una tecnologia anti-spione per proteggere i dati dalla vista altrui. Xiaomi ha, infatti, brevettato un sensore pensato per rilevare costantemente la presenza di volti nel suo raggio d’azione.

Questa novità va incontro a un timore diffuso: quello di essere spiati quando ci si trova in pubblico. Spesso ci troviamo accanto a una persona, magari sconosciuta sui mezzi pubblici, e temiamo che sotto il suo sguardo finiscano cose che sarebbe meglio che non veda. La novità di Xiaomi punta proprio a eliminare questa preoccupazione.

Come funziona il nuovo sistema

Per mettere i bastoni fra le ruote degli utenti “spioni”, la compagnia cinese ha da poco ottenuto un brevetto per un nuovo software anti-peep. Praticamente il suo funzionamento sarebbe molto simile a quello delegato al riconoscimento facciale, seppur senza essere incaricato di effettuare scansioni precise.

Al contrario, il sensore servirebbe esclusivamente a rilevare la presenza di un volto oltre al nostro entro un determinato raggio. Il sistema determinerà poi se si tratta di un utente autorizzato o meno.

Se davanti allo schermo ci dovesse essere il fidanzato/a, moglie/marito o semplicemente un amico curioso che vuole sbirciare le chat o magari documenti riservati, il sistema agirà di conseguenza bloccando l’accesso. In questo modo, il sistema mette al sicuro i dati sensibili, impedendo che altri utenti li vedano nostro malgrado.

Nuova funzione privacy: i dubbi

Difficilmente però si tratta di una tecnologia applicabile ai modelli già esistenti. Per garantire un livello di sicurezza accettabile servirà un hardware dedicato al riconoscimento tridimensionale del volto, che richiede spazio nella parte frontale del dispositivo. Di conseguenza, per vedere questa tecnologia sugli smartphone, sarà probabilmente necessario attendere la prossima generazione di smartphone.

In aggiunta, non è nemmeno ancora chiaro se la nuova tecnologia consentirà anche la ricezione di una notifica visiva o sonora qualora ci fosse qualcuno alle nostre spalle che sta sbirciando lo schermo. Si tratterebbe di una funzione molto utile soprattutto nei luoghi pubblici, dove è più facile che ci sia qualche sguardo indiscreto.

Tutti questi dubbi sono, per ora, ancora leciti visto che stiamo parlando solo di un brevetto. È, infatti, presto per sapere se e come Xiaomi potrebbe implementare la nuova funzione, ma è sicuramente interessante vedere come la tecnologia stia progredendo.

Bisogna, infine, notare come Xiaomi non sia la prima compagnia a proporre una soluzione sul tema della privacy. Come, ad esempio, le numerose novità privacy che Apple introdurrà con l’aggiornamento iOS 14. Tuttavia, finora non ci sono state tecnologie adottate su vasta scala. Vedremo se il produttore cinese saprà imporsi e lanciare quello che potrebbe diventare uno standard comune per tutti. Oppure se, come è già capitato in precedenza, tutto rimarrà confinato in un brevetto destinato a finire in fondo a qualche cassetto.

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