Xiaomi Mi Watch, tante luci in mezzo a qualche ombra: la prova del Secolo XIX – Il Secolo XIX

Genova – Il mercato dei cosiddetti wearable, i dispositivi tecnologici indossabili, sembra non conoscere crisi: attualmente vale circa 1 miliardo di dollari, ma è previsto in fortissima crescita nell’arco dei prossimi 5 anni, arrivando addirittura a decuplicare la sua importanza economica.

Le aziende lo sanno e continuano a proporre nuovi prodotti, fra occhiali futuribili, giacche (come quella di Levi’s e Google che provammo a fine 2019) e soprattutto smartband e smartwatch, più o meno tutti accomunati dallo stesso obiettivo: rendere più facile e anche veloce l’interazione con il nostro smartphone. Perché i cosidetti “orologi intelligenti” sono nati per questo, a partire dal primo, che si chiamava Pebble ed è arrivato sul mercato nel 2012 (la sua storia, bella e brutta insieme, l’abbiamo raccontata qui), sino a quello che per ora è l’ultimo, cioè il nuovo Xiaomi Mi Watch. Che rispetto al vecchio Pebble è in grado di fare molto, ma davvero molto di più. Pure troppo, anche.

Xiaomi Mi Watch, com’è fatto e quanto costa
Il Mi Watch, che affianca ma non sostituisce la Mi Band, che l’azienda cinese considera una smartband ed è arrivata alla versione 5 (foto) è dotato di un bellissimo schermo Amoled da 1,39 pollici, al tatto dà una bella sensazione di solidità ed è equipaggiato con sensori come Gps, di luminosità, barometro, giroscopio e accelerometro; inoltre può rilevare il battito cardiaco e pure registrare i livelli di saturazione dell’ossigeno del sangue (immagine qui sotto). Che in epoca di coronavirus, male non fa.

Il Mi Watch è anche in grado di misurare il livello di ossigenazione del sangue

Ovviamente, lo smartwatch si collega allo smartphone ed è in grado di avvertire con una vibrazione (di intensità modificabile) dell’arrivo di telefonate, messaggini, mail e molto altro: la configurazione iniziale, fra download dell’ultima versione del software, installazione e accoppiamento con il telefono, uno OnePlus 8 Pro, è stata più complicata del previsto, ma poi non abbiamo avuto più alcun problema. Il Mi Watch si può comprare online, sul sito di Xiaomi o anche su Amazon, e costa 130 euro (129,99, per la precisione); c’è anche una versione Lite, con schermo di forma diversa e con meno funzioni, che costa circa la metà.

Xiaomi Mi Watch, che cosa ci è piaciuto molto
Il primo pregio che salta all’occhio è, abbastanza ovviamente, il display tattile: ben definito, piacevole da guardare, sempre leggibile anche sotto la luce diretta del sole, dovrebbe pure essere piuttosto resistente, anche se alla fine della nostra prova abbiamo purtroppo notato un piccolo graffio nella parte inferiore destra del quadrante.

Tantissime le funzioni disponibili, dal monitoraggio del sonno a quello dei livelli di stress, a quelle dedicate all’attività sportiva: in basso c’è un pulsante fisico attraverso il quale comunicare all’orologio che cosa stiamo facendo (camminando, correndo, pedalando, nuotando e così via), ma lo smartwatch è in grado di riconoscere da solo queste attività. E lo fa con piacevole precisione e affidabilità.

Nella decina di giorni in cui l’abbiamo avuto in uso, la durata della batteria ci è parsa molto buona: non abbiamo raggiunto i 16 giorni di autonomia promessi, ma abbiamo avuto necessità di ricaricarlo talmente poche volte da averle dimenticate. E poi, la ricarica è davvero rapidissima e per arrivare al 100% servono poche decine di minuti.

La schermata che raggruppa tutte le icone fa un po’ il verso all’Apple Watch

Xiaomi Mi Watch, che cosa ci è piaciuto poco

Il primo difetto che salta all’occhio, lo fa quando lo fa il primo pregio (lo schermo): parliamo del cinturino, che nella nostra versione era di colore blu. Il problema non è tanto che sia un po’ plasticoso e “cheap”, quanto che è poco… collaborativo. È complicato da allacciare, fa resistenza, e i due fermi per la fibbia continuano a spostarsi avanti e indietro, nonostante che uno dei due abbia un’intelligente tacca che dovrebbe tenerlo in posizione. Solo che non funziona, o comunque funziona male. E quindi è un continuo spostarlo avanti e poi indietro, e poi di nuovo indietro e poi di nuovo avanti.

Comunque, il problema più grande, almeno dal nostro punto di vista, che da sempre riteniamo che smartwatch e smartband debbano essere meno invadenti possibile, anche dal punto di vista economico, è il prezzo: 130 euro sono troppi per quello che resta comunque un accessorio dello smartphone. Onestamente, ci sembravano più “centrati” i 99 euro della promozione valida solo nel primo giorno di messa in vendita: a quel costo lì, il Mi Watch è assolutamente consigliabile.

Due alternative da considerare
Per questo motivo, se state pensando di acquistare uno smartwatch o una smartband, è il caso di valutare anche l’ottima Mi Band 5, sempre di Xiaomi (che costa circa 40 euro), oppure gli AmazFit Bip o Gts, in vendita rispettivamente a meno di 60 e a meno di 100 euro.

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