Xiaomi: «Non siamo una società militare comunista, chiediamo agli Usa di farci uscire dalla Black List» – Corriere della Sera

Xiaomi: «Non siamo una società militare comunista, chiediamo agli Usa di farci uscire dalla Black List»Xiaomi: «Non siamo una società militare comunista, chiediamo agli Usa di farci uscire dalla Black List»
Lei Jun, fondatore di Xiaomi

Il gruppo cinese di telecomunicazioni e internet Xiaomi ha presentato ricorso contro la messa al bando negli Stati Uniti, in quello che è stato uno degli ultimi atti dell’amministrazione Trump, poco prima che il 20 gennaio scorso subentrasse il Presidente Joe Biden. Xiaomi è una società Internet con smartphone e dispositivi smart interconnessi da una piattaforma Internet of Things (IoT). Xiaomi è attualmente il terzo brand di smartphone al mondo e ha creato la più grande piattaforma IoT consumer con 289,5 milioni di dispositivi intelligenti connessi a essa, esclusi smartphone e laptop. I prodotti Xiaomi sono presenti in oltre 90 mercati in tutto il mondo, tra cui l’Italia. Ad agosto 2020, l’azienda è entrata per la seconda volta nella classifica Fortune Global 500, posizionandosi al 422° posto, guadagnando 46 posizioni rispetto all’anno precedente. Si è inoltre classificata al 7° posto tra le società Internet presenti nella lista. Xiaomi è un componente di Hang Seng Index, di Hang Seng China Enterprises Index e di Hang Seng TECH Index.

Il 14 gennaio 202 un comunicato stampa emesso dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti rendeva che la Xiomi è stata inclusa nell’elenco del National Defense Authorization Act (“NDAA”) del 1999 — in pratica una Black List che blocca l’attività di Xiaomi negli Stati Uniti. Lla Società ha annunciato il 15 gennaio 2021 che avrebbe intrapreso azioni appropriate per proteggere gli interessi della Società e dei suoi azionisti. Il 29 gennaio 2021 (ora degli Stati Uniti) la Società ha presentato un procedimento presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia nei confronti del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Xiaomi ritiene che la decisione di considerarla come una “Società militare cinese comunista” ai sensi del NDAA, da parte del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (la “Decisione”), sia di fatto errata e abbia privato la Società di un giusto processo. In pratica la società nega di essere in alcun modo collegata al governo cinese o all’apparato militare di Pechino. Al fine di proteggere gli interessi degli utenti, dei partner, dei dipendenti e degli azionisti globali della società, Xiaomi ha chiesto ai tribunali di dichiarare illegale la Decisione e di revocarla. La Società manterrà informati gli azionisti e i suoi potenziali investitori su qualsiasi ulteriore sviluppo rilevante in relazione al procedimento mediante ulteriori annunci, se e quando lo riterrà opportuno. Si consiglia agli azionisti e ai potenziali investitori di esercitare cautela nel trattare i titoli della Società.

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Alla data di questo annuncio, il Consiglio è composto da Lei Jun, in qualità di Chairman and Executive Director, Lin Bin, in qualità di Vice-Chairman and Executive Director, Chew Shou Zi, in qualità di Executive Director, Liu Qin, in qualità di Non-executive Director, e da Chen Dongsheng, Tong Wai Cheung Timothy e Wong Shun Tak, in qualità di Independent Non-executive Directors.

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