Xiaomi Mi 10T Pro, prime impressioni. Luci e ombre, condite da un po’ di marketing – DDay.it – Digital Day

Il Mi 9T è stato forse uno degli smartphone di maggior successo di Xiaomi: aveva tutto quello che le persone chiedevano, da un bellissimo schermo OLED ad un prezzo decisamente competitivo per quello che offriva. Non era un top di gamma, ma Xiaomi aveva saputo tagliare bene e dosare bene le caratteristiche per non fare mancare nulla.

Il Mi 10T segue la stessa strategia, ma il risultato è decisamente diverso. Abbiamo tra le mani da un paio di giorni Mi 10T Pro: troppo poco per una recensione vera (nei prossimi giorni arriverà il consueto test batteria), ma sufficienti per dare quelle che sono le nostre prime impressioni su un prodotto che, bene anticiparlo subito, non ci ha colpito più di tanto.

Xiaomi ha voluto dare a 599 euro – questo il prezzo di partenza del Mi 10T Pro – sia lo Snapdragon 865 5G sia una fotocamera da 108 megapixel. L’unione di questi due elementi ha portato inevitabilmente ad un risparmio su tutto il resto: Xiaomi è da sempre bravissima a dare tutto quello che riesce a dare ad un prezzo più basso di tutti gli altri, ma di fronte a certi costi non è riuscita ovviamente a fare il miracolo. 

Grosso, pesante e più spesso di quanto Xiaomi dice

Il Mi 10T Pro non è piccolo, è alto 16.5 cm ed è anche decisamente spesso: Xiaomi parla di 9,33 mm ma si dimentica del grosso bozzo con le fotocamere che porta lo spessore complessivo a 12,2 mm.

Se Il Galaxy Note 20 Ultra, che ha una protusione simile, riesce ad essere perfettamente stabile appoggiato su un piano, il Mi 10T Pro è tutto traballante, anche se utilizziamo la custodia in dotazione. La finitura posteriore, Cosmic Black, è in un lucido Gorilla Glass 5 che non riesce a nascondere troppo le impronte: usandolo senza custodia il retro di riempie di tutte quelle ditate che le finiture opache, usate di recente da Apple e Samsung, ci avevano fatto dimenticare.

Non siamo di fronte neppure al più leggero dei telefoni, sono 218 g che si sentono tutti: nel rapporto peso, dimensioni e finiture il nuovo Xiaomi è molto simile al Galaxy S20 Ultra, anche se in questo caso Xiaomi ha scelto di usare uno schermo totalmente piatto al posto del classico schermo edge.

Qui iniziano un po’ i sacrifici: lo schermo è un LCD da 6,67” in formato 20:9 con una risoluzione pari a 2400×1080 FHD e luminosità di picco di 650 nits. Un onesto LCD, ma pur sempre un display che non può competere per dinamica e contrasto con un OLED, e la differenza è ben visibile quando adottiamo il tema scuro la sera, a luci spente. Restiamo dell’idea che è sempre meglio un LCD IPS di uno schermo OLED di bassa qualità che diventa verde a 10 nits, ma su un telefono da 500 e passa euro un OLED, e buono, ci vuole.

Come tutti i pannelli LCD degli smartphone, dotati di retroilluminazione edge LED, è difficile gestire la retroilluminazione in prossimità del foto per la fotocamera che avrà un leggero alone più scuro attorno.

L’uso di un pannello LCD ha costretto Xiaomi a tornare ad una soluzione di autenticazione con sensore biometrico nel tasto di accensione laterale, scelta comunque pratica ma meno d’effetto del sensore sotto lo schermo. Xiaomi lo dipinge ovviamente come una novità, in realtà è un ripiego.

I 144 Hz non servono. Ma sullo Xiaomi non si percepiscono neppure

Il fiore all’occhiello dello Xiaomi Mi 10T Pro dovrebbe poi essere la tecnologia AdaptiveSync che permette di gestire il pannello a 30Hz/48Hz/50Hz/60Hz/90Hz/120Hz/144Hz, con un processore dedicato per la motion compensation nel caso di voglia portare un contenuto da 50 Hz a 120 Hz (non fatelo, abbiate rispetto per i contenuti video).

Lo abbiamo già detto non una ma mille volte: i 120 Hz sono marketing. I 144 Hz di Xiaomi in questo caso sono marketing al quadrato, perché non solo non esiste gioco o contenuto che vada a 120 Hz ma su un pannello LCD così piccolo non portano affatto benefici. Questo video registrato mostra quello che viene catturato sullo schermo mentre facciamo uno scrolling a 144 Hz.

Il video rende l’idea del blur percepito anche se è ovviamente riprodotto ad un frame rate più basso

È evidente che per la persistenza del pannello, la tecnologia di pannello e le dimensioni non sembra affatto di trovarsi davanti ad uno schermo con refresh rate elevato, il trascinamento ad occhio è evidente così come il motion blur.

Il marketing non si ferma però qui, perché c’è anche quello che Xiaomi chiama “Sensore di luce ambientale a 360°”, ovvero un doppio sensore di luminosità montato sul fronte e sul retro, nel blocco fotocamere. Per rilevare il livello di luce in un ambiente basta ovviamente un solo sensore, e c’è più di un sospetto che il secondo sensore sul retro, finito nel blocco fotocamere con il flash, sia stato messo più per far sembrare che ci siano 4 fotocamere che per una reale utilità.

Come lo stesso disegno del blocco, con un anello grande serigrafato, lascia pensare che questo Xiaomi abbia una fotocamera molto più grande di tutte quelle degli altri smartphone, quando alla fine è lo stesso modulo usato anche sul Mi 10 Pro, il Samsung S5KHMX da 108 megapixel stabilizzato.

L’anello attorno rende i sensore visivamente più grande. Ma non è così

Un sensore decisamente grande, che Xiaomi usa anche per gestire gli ingrandimenti dato che il Mi 10T Pro è privo di obiettivo tele.

Un inutile macro al posto dell’utile “tele”

Questa a nostro avviso è una mancanza grave, perché sia il Mi 10 Pro sia il Mi Note 10 Pro potevano contare su un doppio obiettivo tele, uno dei quali con una focale equivalente di 50 mm perfetta per i ritratti. Mi 10T Pro al posto dell’utile tele ha un inutile camera macro da 5 megapixel sempre con sensore prodotto da Samsung, affiancata ad un super wide da 13 megapixel che usa invece il sensore OmniVision OV13B, sensore onesto ma non certo destinato a smartphone di fascia alta.

La resa? Sicuramente la camera principale scatta le stesse identiche foto del Mi 10 Pro, il sensore è lo stesso. La cosa forse più interessante fotograficamente parlando che Xiaomi ha introdotto sul Mi 10T Pro sono una serie di scenari “Lunga Esposizione” che gestiscono una lunga esposizione senza un filtro ND, in automatico. Una cosa simile a quella che Huawei ha da diversi anni, con scie stellari, acqua setosa e così via.

Lato video viene dato grande risalto alla possibilità di registrare video in 8K, ma anche questo, come ben sappiamo, è più una feature di facciata che una funzione utile: porta via solo spazio, e soprattutto con un sensore così piccolo non si avrà mai un video 8K con una buona gamma e privo di rolling shutter. Sul video poi viene un piccolo dubbio, perché Samsung dice che il suo sensore può registrare al massimo video 6K – 6016 x 3384 a 30 fps (fonte).

La camera frontale è da 20 megapixel f/2.2, una camera con tecnologia pixel binning che in condizioni di bassa luminosità scatta a 5, un po’ come la principale che scatta a 27 megapixel se non si richiedono in modo specifico i 108mp.

Processore Snapdragon 865, 8 GB di RAM e 128 GB o 256 GB di storage a seconda delle versioni chiudono il reparto hardware che può contare su una batteria da ben 5.000 mAh. Il Mi 10T Pro è pesante, ma almeno ha una batteria grandissima. Non c’è ricarica wireless ma c’è la ricarica veloce da 33 W, con il caricatore da 33 W nella confezione. Caricatore che dev’essere usato con il suo cavo per raggiungere questa velocità di ricarica, perché a 33 W ci arriva portando 11 V e 3 A, combinazione che è fuori dallo standard power delivery. Con un caricatore PD classico si ricarica più veloce, ma non arriva a 33 W.

WiFi 6, Dual SIM, NFC, trasmettitore IR ma niente jack audio: dal Mi 10T Pro sparisce il buon vecchio “zio” Jack.

Costa 600 euro, pubblicità inclusa

Non spariscono invece le pubblicità nella MIUI: comprare un prodotto a più di 500 euro e trovare all’interno dell’interfaccia inserzioni pubblicitarie, oltretutto in russo (ma potrebbe essere il nostro campione) è alquanto fastidioso. Si possono disattivare, ma un utente su 10 ne è consapevole.

Come avremmo consigliato a tutti di comprare il Mi9 T allo stesso modo non è facile consigliare il Mi10 T: il “nostro” Mi 10T Pro sarebbe stato un telefono simile al Mi Note 10 Pro, ma con schermo OLED piatto, Snapdragon 768G, il jack audio e senza tutte quelle piccole trovate “marketing” come l’8K, i 144 Hz o il sensore di luce a 360°.

Soprattutto in virtù del fatto che questo Mi 10T Pro non costa affatto poco: in Italia Mi 10T Pro arriverà nella doppia configurazione da 8+128 GB al prezzo di 599,9 euro e da 8+256 GB a 649,9 euro.

Mi 10T e Mi 10T Pro saranno acquistabili in pre-ordine su mi.com, Amazon, presso Mi Store Italia, tutte le principali catene di distribuzione e i principali operatori telefonici dal 1 al 14 ottobre, mentre il 15 ottobre inizierà la vendita ufficiale.

Regali, regali e ancora regali. Un monopattino ai più veloci

Dato che ormai quasi tutti i telefoni sono perfetti nel fare quello che serve, e molte persone non hanno davvero la necessità e neppure lo stimolo di comprare un nuovo smartphone che offre in più solo cose inutili, nel mondo della telefonia è iniziata la sagra del regalo.

Per per tutti coloro che pre-ordineranno o acquisteranno il Mi 10T Pro (o la versione liscia) dal 1 al 31 ottobre presso i punti vendita fisici e online che aderiranno all’iniziativa, ad eccezione di mi.com, sarà attiva una promozione che permette di avere Mi Smart Band 5 e Mi True Wireless Earphones 2S in regalo.

Su mi.com alle 13 del 1 ottobre partirà invece una promo che durerà 60 minuti fino ad esaurimento scorte: chi comprerà Mi 10T Pro da 8 GB+256 GB nei colori Cosmic Black e Lunar Silver riceverà un monopattino elettrico da Mi Electric Scooter Essential.

Chi invece effettuerà il pre-ordine di Mi 10T Pro da 8 GB+128 GB o Mi 10T da 6 GB+128 GB sempre su mi.com tra il 1 e l’8 ottobre otterrà un bundle package comprensivo di Mi Smart Band 5, Mi True Earphone 2 Basic e Redmi Power Bank da 20.000 mAh.

Xiaomi scrive anche che “Acquistando Mi 10T Pro entro il 15 gennaio 2022 si avrà inclusa nel prezzo di acquisto anche una garanzia convenzionale di protezione dello schermo che prevede il servizio di riparazione gratuita una tantum presso un qualsiasi Centro Assistenza Xiaomi presente sul territorio italiano in caso di schermo danneggiato o difettoso”, ma ovviamente ricordiamo che nel caso di schermo difettoso vale sempre la garanzia.

Inutile dire che, dal nostro punto di vista, un prodotto desiderato e atteso non ha bisogno di essere accompagnato da “ricchi premi e cotillon” per spingere all’acquisto. Anche se in questo periodo un bel monopattino può far comodo a tanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *