POCO spiega il perché della sua politica di Rebrand di smartphone Xiaomi / Redmi – XiaomiToday.it

Più volte ci avete sentito nominare la parola rebrand, indicando spesso i dispositivi che l’azienda POCO ha proposto sul mercato recentemente, come ad esempio l’ultima creazione POCO C3, che di fatti risulta essere un Redmi 9C marchiato dal brand indiano. Insomma dal lancio del glorioso POCOPHONE F1 non abbiamo assistito di alcuna novità, ad eccezione del recente POCO X3 NFC, device con cui l’azienda ha fatto centro ancora una volta, battendo ogni aspettativa.

Ma perchè allora, se l’azienda indiana è in grado di produrre terminali così “innovativi”, sconvolgendo la piazza del mercato smartphone con un rapporto qualità/prezzo che nessun altro dispositivo è riuscito a proporre, allora per questi 2 anni ci sono stati proponati dei rebrand di altri modelli targati Redmi? A questa domanda prova a rispondere il Country Director di POCO India.

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Per alcuni versi, alcuni rebrand proposti dall’azienda hanno avuto anche i loro benefici per noi occidentali, come il POCO F2 Pro, dimostrando che un top di gamma non sempre deve costare cifre esorbitanti, ma Anuj Sharma (Country Director di POCO India) durante un’intervista ha dato come spiegazione a questa politica di copia/incolla da altri smartphone targati Redmi, il fatto di essere un brand giovane e che l’enorme successo ottenuto con il primo e glorioso POCOPHONE F1, in un certo senso li ha messi in difficoltà. Da allora il team di sviluppo ha concentrato energie massime per tenere costantemente aggiornato lo smartphone ma per non rimanere una meteora nell’olimpo delle OEM di telefonia, hanno utilizzato lo stratagemma di proporre rebrand di dispositivi comunque controllati da mamma Xiaomi, in modo da urlare al mondo la loro esistenza.

POCO spiega il perché della sua politica di Rebrand di smartphone Xiaomi / Redmi

Lo sviluppare propri smartphone è un compito abbastanza difficile, ma soprattutto costoso in termini di ricerca e sviluppo e d’altronde, sottolinea il manager, anche OnePlus One era un rifacimento di un rinomato dispositivo taragto OPPO, eppure nel tempo il brand ha dato vita ad un design unico e ad un proprio reparto di ricerca e sviluppo, con risultati apprezzati in tutto il mondo da milioni di utenti.


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Il manager di POCO aggiunge inoltre che questa politica continuerà ancora per l’immediato futuro, continuando quindi ad utilizzare altri terminali su cui proporre la propria personalizzazione della MIUI, almeno fino a quando non arriverà il vero successore del POCOPHONE F1. Personalmente non ritengo queste spiegazioni convincenti, soprattutto se consideriamo una rivale come Realme che vanta la stessa giovane età del brand POCO, eppure non ha proposto una serie di smartphone identici alla madrina OPPO.

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Certo, oggi è difficile trovare l’idea innovativa che smuove le acque nel mercato ormai saturo di dispositivi mobili, ma una propria identità POCO l’ha dimostrata e quindi perchè non proseguire su questa strada? E voi cosa ne pensate?

[Fonte]

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