Cellulare: chi lo ha inventato? – Unico Settimanale

Cellulare: chi lo ha inventato?

Cellulare: chi lo ha inventato? © Unico

Il cellulare, da oggetto ingombrante,
pensato solo per le chiamate, è diventato un vero e proprio computer
portatile.

La prima telefonata della Storia risale
al lontano 1876 e fu fatta da Alexander Graham Bell, ingegnere
scozzese che, rifacendosi a un prototipo dell’italiano Antonio
Meucci, brevettò il telefono “fisso”. Per avere però il primo
cellulare senza fili, bisognerà attendere la bellezza di quasi 100
anni.

Il primo telefonino di tutti i tempi fu
realizzato in America dall’ingegnere Martin Cooper, dell’azienda
Motorola, che effettuò la prima chiamata il 3 aprile 1973 dalle
strade di New York. Il cellulare in questione era grande quanto un
citofono, pesava più di 1 kg e si ricaricava in 10 ore, scaricandosi
dopo appena mezz’ora di utilizzo.

L’evoluzione dei telefonini fu
all’inizio molto lenta, tanto che dopo quell’esperimento
bisognerà attendere una decina di anni affinché la stessa Motorola
mettesse in commercio i primi cellulari “per tutti”.

Il primo telefonino andò in commercio
il 6 marzo del 1983! Erano i DynaTAC, ancora molto
ingombranti e pesanti e costosissimi.

Con l’arrivo degli anni Novanta,
grazie alla solita Motorola e ad altre grandi società, come la
Nokia, giunsero sul mercato i primi telefonini dalle dimensioni
“tascabili”, inclusi i primi esemplari “a conchiglia”, ossia
con lo sportelletto apribile.

I nuovi modelli erano finalmente
accessibili a quasi tutte le tasche e avevano parecchie ore di
autonomia. Solo che, a differenza dei cellulari di oggi, servivano
ancora “soltanto” per telefonare.

Pian piano, alle telefonate si
aggiunsero altre funzioni, a partire dagli sms, i rivoluzionari
messaggini rimpiazzati negli ultimi anni dall’avvento di WhatsApp.
Il primo in assoluto fu inviato il 3 dicembre 1992 da un PC e il
testo era un semplice “Merry Christmas”, “Buon Natale”.

Un mese dopo vi fu invece il primo
invio di un sms da telefonino a telefonino. Nel corso degli anni
Novanta aumentarono quindi i modelli in grado di mandare tali
messaggini e dotati di varie utilità come la calcolatrice e la
sveglia e di giochi per passare il tempo: divenne celebre il successo
di Snake, serpentello che andava guidato sullo schermo.

Tra gli anni Novanta e l’inizio dei
Duemila c’è stata la diffusione dei primi telefonini in grado di
connettersi ad internet ma su schermi molto piccoli e solo in rari
casi a colori e tramite browser con cui era parecchio scomodo
interagire.

Erano comunque state gettate le basi
per la nascita dei moderni smartphone, espressione in cui smart sta
per “intelligente”. I primi vennero prodotti dalla società
BlackBerry e con essi si potevano inviare mail e gestire vari
programmi attraverso una piccolissima tastiera, molto simile a quella
di un PC.

Nel corso del nuovo millennio si sono
cominciati a diffondere anche cellulari con fotocamera, radio e
lettore mp3 e tra il 2005 e il 2006 apparvero i primi apparecchi con
connessione Wi-Fi.

Dopodiché il mondo degli smartphone
cambiò per sempre grazie alla rivoluzione intrapresa da Steve Jobs,
leader della Apple che nell’estate 2007 lanciò il primo iPhone,
ricchissimo di applicazioni e, soprattutto, dotato di un
avveniristico schermo “multi-touch”.

Da quel momento, il touchscreen
caratterizzerà praticamente ogni smarthone, così come la
possibilità di accedere a una serie infinita di “app”, social in
primis, da gestire su schermi sempre più grandi, sottili e ad alta
risoluzione, in cui godersi anche filmati e videogiochi.

Il tutto, in attesa delle nuove e
imprevedibili evoluzioni che prenderà il mondo dei cellulari, tra
modelli trasparenti, pieghevoli, proiettabili e, secondo le teorie
più audaci, ma non “fantascientifiche”, in grado di “leggere”
la nostra mente, potendo quindi essere controllati direttamente col
pensiero.

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